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Responsabile Safeguarding ASD: l'obbligo dal 2025 (art. 33 D.Lgs. 36/2021)

La Riforma dello Sport impone a ogni ASD/SSD affiliata di nominare un Responsabile Safeguarding e adottare un codice di condotta per la tutela dei minori. Cosa prevede la norma e da dove iniziare.

6 min di lettura

Se la tua ASD accoglie minori — e nelle discipline di combattimento è quasi sempre così, tra corsi kids e giovanili — c'è un adempimento della Riforma dello Sport che riguarda direttamente te, non solo le grandi federazioni: la nomina di un Responsabile Safeguarding.

Cosa dice la norma

L'art. 33 del D.Lgs. 36/2021 impone a tutte le ASD/SSD affiliate di adottare un modello organizzativo e un codice di condotta per la tutela dei minori e la prevenzione di abusi, violenza e discriminazione, e di nominare un Responsabile Safeguarding (detto anche Responsabile Protezione Minori, art. 33 comma 6).

Il termine per la nomina è stato prorogato più volte, fino al 31 dicembre 2024. Le fonti di settore indicano che dal 2025 sono previste sanzioni per le ASD/SSD inadempienti, fino alla revoca dell'affiliazione. I termini esatti e le sanzioni applicabili possono variare: verifica sempre con la tua federazione di affiliazione lo stato esatto dell'adempimento richiesto, prima di considerarlo assolto o di comunicarlo ai tuoi soci come scadenza certa.

Cosa deve fare il Responsabile Safeguarding

Non è una carica onorifica. Il Responsabile Safeguarding deve essere una figura autonoma e indipendente dall'organizzazione sportiva, con il compito di gestire un canale di segnalazione per abusi, violenza e discriminazione.

Questo canale non è libero da progettare come si vuole: la prassi di settore lo descrive esplicitamente sul modello del whistleblowing (D.Lgs. 24/2023) applicato allo sport. Deve garantire:

  • Riservatezza — idealmente anonimato — di chi segnala
  • Assenza di ritorsioni verso chi segnala
  • Gestione da parte del Responsabile Safeguarding, non di chiunque altro nell'organico

L'errore più comune nelle palestre piccole

Nelle ASD di piccole/medie dimensioni, il presidente è spesso anche il maestro o l'allenatore — cioè, in teoria, un potenziale soggetto di una segnalazione. Instradare le segnalazioni safeguarding sempre e solo al presidente, come si fa per bacheca o richieste di supporto, vanifica lo scopo della norma. Il Responsabile Safeguarding dovrebbe essere una persona distinta da chi amministra la palestra ogni giorno, anche se questo richiede designare qualcuno che non ha alcun ruolo operativo in ASD.

SimplySport non sostituisce i canali ufficiali

Un punto importante, valido per qualunque strumento — gestionale incluso: nessun canale interno a una ASD sostituisce i Centri Antiviolenza, il numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, o la Procura nei casi urgenti o di reato in corso. La filiera prevista dalla normativa è responsabile safeguarding dell'affiliata → responsabile nazionale della federazione → Osservatorio Permanente CONI. Qualunque processo interno che adotti deve essere lo strumento con cui adempi al tuo obbligo, non l'unico punto di riferimento per chi ha bisogno di aiuto.

Da dove iniziare, in pratica

  • Nomina formalmente un Responsabile Safeguarding, con delibera del Consiglio Direttivo
  • Adotta (o richiedi alla tua federazione) un codice di condotta scritto
  • Definisci un canale di segnalazione riservato, distinto dai canali amministrativi ordinari della palestra
  • Comunica ai soci — e ai genitori dei minori iscritti — chi è il Responsabile Safeguarding e come contattarlo

Questo è un adempimento che tocca dati particolarmente delicati (potenzialmente dati giudiziari ex art. 10 GDPR, minori coinvolti): prima di formalizzare qualunque processo o modulo di raccolta segnalazioni, un confronto con la tua federazione o con un legale specializzato in enti sportivi non è un eccesso di prudenza, è la base.